Amazon: consegnare i pacchi con i droni. L’azienda sognava di consegnare i pacchi agli utenti entro mezz’ora grazie ai droni. Prime Air di Amazon è un progetto ambizioso. Ma per ora chi ci ha lavorato lo ha descritto come un “caos organizzato”.

PRIME AIR

Amazon aveva annunciato l’uso di droni per consegnare gli ordini a casa dei clienti in 30 minuti. Il progetto, chiamato Prime Air, sembra aver subito diversi rallentamenti. Wired ha detto che nel Regno Unito la società ha licenziato cento persone che erano state assunte per ampliare l’organico. Mentre dozzine sono state assegnate ad altre iniziative della società.

IL PROGETTO NON SFONDA

Tale situazione ha creato una certa diffidenza rispetto all’effettivo successo di Prime Air negli USA. Negli Stati Uniti, Amazon ha ricevuto dalla Federal Aviation Administration il permesso di usare i droni per le consegne ad agosto 2020.

IL CASO INGLESE

Nel 2016 Amazon ha ottenuto la licenza nel Regno Unito per effettuare i primi voli sperimentali. La stessa che nel 2020 ha ottenuto negli Stati Uniti. Eppure a oggi non sono stati fatti passi avanti. Nel 2013 anche il fondatore di Amazon Jeff Bezos si era espresso. Mr Amazon disse che i droni avrebbero consegnato i pacchi entro “quattro o cinque anni”.

DRONI COME CORRIERI

L’idea di Prime Air è di poter sfruttare i droni anziché i corrieri. Il drone lo lascerebbe appena fuori da casa e l’utente verrebbe avvisato dell’avvenuta consegna.

PROBLEMI

I primi problemi del progetto hanno riguardato i manager assunti. Alcuni ex dipendenti di Amazon hanno raccontato che molti non avevano abbastanza conoscenze sull’argomento. Invece altri lasciavano meno di un anno dopo essere stati assunti.

FATTORE PESO

Il secondo problema per l’evoluzione del progetto riguarda direttamente i droni. Infatti, è tutt’altro che banale far arrivare droni che pesano fino a 27 kg. Dovrebbero trasportare varie tipologie di pacchi. E non solo quelli leggeri a pochi metri da terra.

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