Google viola i brevetti di Sonos. C’è una prima vittoria per Sonos nella battaglia legale contro Google. Secondo un giudice della United States International Trade Commission (ITC) Google ha violato cinque brevetti di Sonos. Una vittoria del noto produttore di altoparlanti sul colosso di Mountain View. Si tratta tuttavia di una decisione preliminare. Quella finale arriverà solo il 13 dicembre.

SONOS VS GOOGLE

Lo scontro legale tra le due aziende è iniziato a gennaio 2020. All’epoca Sonos ha denunciato Google per aver violato cinque brevetti relativi alle tecnologie negli altoparlanti wireless. Circa cinque mesi dopo, Google aveva denunciato Sonos per un simile motivo. Dopo ciò Sonos aveva presentato una seconda denuncia a settembre 2020 per violazione di altri cinque brevetti.

GUERRA A COLPI DI DENUNCE

Secondo Sonos, Google ha “rubato” la sua tecnologia nel 2013. In quel momento era stata avviata una collaborazione per aggiungere ai dispositivi Sonos il servizio Google Play Music.

TANTI DISPOSITIVI

I dispositivi interessati sono: Chromecast, Chromecast Ultra, Nest Mini, Nest Hub, Nest Hub Max, Nest WiFi, smartphone Pixel, tablet Pixel Slate e laptop Pixelbook.

VIOLAZIONE DELLA CONCORRENZA

Il giudice della ITC afferma che Google ha violato il Tariff Act del 1930. In sostanza ha attuato condotte anticoncorrenziali. In particolare l’importazione di prodotti che violano brevetti, marchi o diritti d’autore registrati negli Stati Uniti. I prodotti di Google sono realizzati in Cina e distribuiti negli USA.

DECISIONE PRELIMINARE

Come detto si tratta solo di una decisione preliminare. Se verrà confermata il 13 dicembre, Google non potrà importare i suoi dispositivi negli Stati Uniti.

UNA LUNGA BATTAGLIA

Si preannuncia quindi uno scontro di lunga durata. Da indiscrezioni Google avrebbe violato oltre 100 brevetti. José Castañeda, portavoce Google, ha dichiarato il contrario. Secondo il manager, Google non utilizza la tecnologia Sonos. Non sono d’accordo con questa sentenza preliminare. Continueranno a sostenere la causa nel processo di revisione. Google è altamente competitiva e non avrebbe violato l’antitrust.

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